Piccolo omaggio alla genialità di un “omo sanza lettere”

«So bene che, per non essere io litterato, che alcuno prosuntuoso gli parrà ragionevolmente potermi biasimare coll’allegare io essere omo sanza lettere. Gente stolta! […] Diranno che, per non avere io lettere, non potere ben dire quello che voglio trattare. Or non sanno questi che le mie cose son più da essere tratte dalla sperienza, che d’altrui parola; la quale [riferito a sperienza] fu maestra di chi bene scrisse, e così per maestra la piglio e quella in tutti i casi allegherò.» (Leonardo da Vinci, da Scritti letterari, a.c. di A. Marinoni, Milano, Rizzoli, 1974)

Come ci ha ricordato l’editoriale del numero di giugno della nostra rivista (terzaetà, a. XXXVII, n. 3), l’anno 2019 coincide con molte ricorrenze. Tra le diverse che avrebbero meritato attenzione, l’UNI3 – pur nel suo piccolo – non poteva esimersi dal sottolineare la ricorrenza del 500° della morte di Leonardo da Vinci (1452-1519), ormai da mesi celebrata in tutta Europa. Ecco la ragione per la quale, accanto alle molteplici proposte di corsi e attività che abitualmente caratterizzano la nostra offerta, si propongono agli interessati anche cinque incontri su Leonardo, condotti da tre diversi docenti (un italianista, una storica dell’arte e un insegnante di filosofia), con l’intenzione di rendere in tal modo palese la dimensione complessa dell’opera vinciana, che impone un approccio multidisciplinare.
Leonardo è senza dubbio una figura esemplare del rinnovamento che l’Umanesimo ha determinato in molti campi del sapere: artista, ingegnere, architetto, scenografo e soprattutto scienziato poliedrico dagli interessi vastissimi, nella sua persona si condensa l’idea stessa dell’intelligenza umana tesa al desiderio di conoscere. In anticipo sui suoi contemporanei, i quali in realtà ebbero scarse occasioni per conoscere il valore di molte sue ricerche, egli è in primo luogo il fautore di un approccio allo studio e alla conoscenza dei più disparati fenomeni naturali, che – precorrendo la scienza moderna – si fonda sull’esperienza sensibile e sull’osservazione sperimentale.
Leonardo non ha pubblicato quasi nulla durante la sua vita, ma ci ha lasciato una moltitudine di quaderni con appunti e studi, talvolta soltanto abbozzati, quasi sempre accompagnati da splendidi disegni, che sono per lui il modo privilegiato con cui conoscere e indagare la natura (l’opera complessiva, andata dispersa nei secoli in varie biblioteche e pubblicata in tempi diversi, comprende oltre 6’000 pagine di annotazioni e circa 100’000 disegni).
A chi avesse la curiosità di approfondire almeno un poco la conoscenza di una fra le più misteriose e affascinanti personalità che abbia lasciato traccia di sé nella storia dell’uomo, ci permettiamo di consigliare la lettura di un saggio del fisico e divulgatore scientifico Fritjof Capra, studioso di origini austriache attivo negli Stati Uniti: La scienza universale. Arte e natura nel genio di Leonardo (Milano, Rizzoli 2007 – Quarta edizione BUR Saggi, 2017). Dall’introduzione del volume, si estraggono qui, fra i molti possibili, due brevi passi di significative annotazioni leonardesche.

«Potremo dire la terra avere anima vegetativa e che la sua carne sia la terra, li sua ossi siano li ordini delle collegatione de sassi di che si compongono le montagne, il suo tenerume sono i tufi, il suo sangue sono le vene delle acque. Il lago del sangue che sta dintorno al core è il mare oceano, il suo alitare è il crescere e discrescere del sangue pe’ li polsi, e così nella terra è il flusso e reflusso del mare.» (Codice Leicester, folio 34r.)

«[…] O stoltitia umana! […] Non t’avedi che tu cadi nel medesimo errore che fa quello che denuda la pianta dell’ornamento de’ sua rami, pieni di fronde miste colli [con gli] odoriferi fiori o frutti sopra, [e] dimostra che in quella pianta essere da fare delle nude tavole!» (Studi Anatomici, folio 173r.)

Il primo passo bene illustra come per Leonardo la Natura fosse un’entità viva. “Egli considerava gli schemi e i processi del microcosmo simili a quelli del macrocosmo. […] oggi, alle frontiere della scienza, sta emergendo una nuova interpretazione sistemica della vita, un’interpretazione in termini di processi metabolici e dei loro schemi di organizzazione. E questi sono proprio i fenomeni che Leonardo analizzò per tutta la vita”. (F. Capra, op. cit., pp. 24-25). Leonardo fu insomma un “pensatore sistemico”; per lui capire un fenomeno naturale corrispondeva a metterlo in relazione con un altro che presentasse un’affinità di schemi. “Quest’eccezionale capacità di mettere in relazione osservazioni e idee tratte da discipline differenti è la caratteristica distintiva del modo in cui Leonardo si accostava all’apprendimento e alla ricerca” (ibidem, p. 26).

Il secondo passo consente invece d’intuire come la sintesi leonardesca di arte e scienza sia segnata in modo consapevole da un’impronta ecologica e sistemica. Esso documenta infatti il modo di pensare di Leonardo e contiene, come osserva Capra, una sinistra profezia. “Ridurre la bellezza della vita a una serie di componenti meccaniche e dare valore agli alberi solo per la legna che se ne può ricavare: ecco una descrizione terribilmente precisa della mentalità che domina il mondo contemporaneo (…) ciò rende l’eredità lasciataci da Leonardo ancor più rilevante per la nostra epoca.”(ibidem, p. 35).

Ma naturalmente, come già si è detto, il programma dei corsi UNI3 del semestre autunnale 2019 non si limita al piccolo omaggio riservato a Leonardo da Vinci. Lasciamo però alla curiosità dei lettori il compito di scoprire quali conferme e quali altre novità (anche di carattere redazionale, ma non solo) caratterizzino le proposte d’incontri e di attività contenute nelle pagine che seguono, nella speranza che ognuno possa trovarvi suggerimenti in grado di stuzzicare i propri interessi.

Giampaolo Cereghetti, direttore UNI3